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Le arpie sono umanoidi alati e predatori, simili a elfi della notte con le ali, che vivono in nidi maleodoranti in tutta Kalimdor e sui passi d'alta montagna di Alterac. Famigerate per le loro grida stridule e la loro magia elementale tempestosa, razziano i viaggiatori incauti e devastano gli ambienti in cui vivono. Anche se il folclore degli elfi della notte le lega a traditrici maledette della regina Azshara, gli studiosi fanno risalire la loro stirpe al Dio Selvaggio alato Aviana.

Il flagello alato di Kalimdor

Le arpie hanno il busto e la testa di donne elfe della notte, uniti ad ampie ali piumate e ad artigli malvagi. Nonostante il loro delicato volto elfico, che paradossalmente diventa più affascinante con l'età, la loro natura è del tutto selvaggia. In origine annidate tra le rupi delle Vette di Petrartiglio, sono migrate con aggressività in tutta Kalimdor, terrorizzando gli aridi canyon di Durotar, i rami sacri di Teldrassil e le alture di Mulgore. A differenza delle creature selvatiche a cui danno la caccia, le arpie non vivono in armonia con la natura: devastano la flora e la fauna circostanti e trasformano i loro luoghi di nidificazione in immondezzai fetidi e putridi, disseminati delle ossa spolpate delle loro prede.

Stirpe alata e natura oscura

Il mito degli elfi della notte sostiene spesso che le arpie fossero in origine ancelle traditrici maledette dalla regina Azshara prima della Grande Separazione. Tuttavia ricerche più approfondite sull'antichità indicano che sono invece la progenie ribelle di Aviana, l'antico Dio Selvaggio alato. Dopo la caduta di Aviana durante la Guerra degli Antichi e l'incendio dell'Albero Madre G'hanir, molti dei suoi figli piumati caddero nel caos e in un amaro isolamento, abbandonando la sacra custodia del cielo. Nel corso dei millenni questa disperazione si trasformò in puro rancore. Oggi le arpie vivono in spietati matriarcati, dove le aspiranti regine devono tradire, massacrare e tormentare le rivali per mantenere il comando.

Magia della tempesta e abitudini malvagie

Oltre a dilaniare la carne con artigli affilati come rasoi, le arpie padroneggiano una pericolosa magia del vento e del fulmine, incanalando raffiche stridenti per colpire i nemici dall'alto. Sono cacciatrici molto astute, capaci di parlare, e a volte scambiano oggetti di recupero con creature sotterranee come i coboldi in cambio di gemme lucenti e ninnoli scintillanti. Gli esploratori incauti a volte si lasciano ingannare dalle loro forme elfiche, ma il contatto fisico è molto pericoloso: il bacio di un'arpia è velenoso e provoca rapidamente una febbre violenta e debilitante in chi è così sciocco da abbassare la guardia.

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