Argomento
Lordaeron
Leggi in English Deutsch Español Français Italiano Português (Brasil) Русский Українська 简体中文
Ancora nessuna registrazione in italiano: leggilo qui.
Lordaeron è il grande subcontinente settentrionale dei Regni Orientali, un tempo il glorioso cuore della civiltà umana e dell'Alleanza. Dopo la devastazione della Terza Guerra, i suoi antichi regni giacciono in rovina, contesi dal Flagello non morto, dai Reietti di Sylvanas Ventolesto e dagli ultimi disperati resti dei vivi.
La culla dell'umanità del nord
Lordaeron prende il nome da Lordain, un venerato generale dell'antico Impero di Arathor che sacrificò la vita durante le Guerre dei Troll. Estendendosi dagli aspri Altopiani d'Arathi a sud, attraverso foreste e corsi d'acqua pittoreschi, fino a Quel'Thalas, la regione diede vita a fiorenti regni come Lordaeron, Dalaran, Gilneas e Alterac. Era storicamente celebre per i fertili campi di Tirisfal e di Colletorto, per le sue roccaforti montane e per essere la sacra culla della Luce Sacra.
Il Flagello e la caduta
Durante la Terza Guerra, Lordaeron divenne l'epicentro dell'invasione del Re dei Lich. Con il grano contaminato, il Culto dei Dannati trasformò innumerevoli cittadini del nord in mostruosità non morte senza mente. Il Principe Arthas Menethil cadde nell'oscurità e tornò da Nordania per uccidere suo padre, re Terenas Menethil II, e orchestrare il massacro totale della Città Capitale. Il fiorente cuore del regno marcì in fretta, diventando l'incubo appestato noto come le Terre Infette.
Una terra desolata e contesa
Oggi Lordaeron è un campo di battaglia brutale, segnato da fedeltà frammentate. Sotto le rovine della Città Capitale, Dama Sylvanas Ventolesto e i Reietti hanno scavato Sepulcra, fondando un regno sovrano di non morti dotati di libero arbitrio e alleati dell'Orda. A est, il Flagello senza mente del Re dei Lich resta aggrappato a fortezze e roccaforti corrotte. Nel frattempo, i fanatici umani della Crociata Scarlatta, gli insediamenti superstiti dell'Alleanza a Colletorto e i troll selvaggi delle foreste si scontrano senza sosta per ciò che resta.