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Madre Terra

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La Madre Terra è la suprema e benevola divinità creatrice adorata dai tauren, venerata come incarnazione vivente e artefice della terra e degli elementi di Azeroth. Nel mito tauren, plasmò le montagne, le pianure e le stagioni e pose in cielo il sole e la luna come suoi occhi vigili. La sua presenza permea la cultura quotidiana dei tauren e ne guida la venerazione per la natura, il dovere verso gli elementi e le speranze nell'aldilà.

L'alba della creazione

I miti tauren della creazione raccontano che, prima che esistessero il giorno e la notte, la Madre Terra si mise a plasmare Azeroth come rifugio per i figli che sarebbero venuti. Graffiando con le unghie le montagne appena sollevate fece scaturire i primi fuochi del mondo, mentre con le mani scavò fiumi e fondali oceanici. La sua risata diede respiro al vento e, sollevando nel cielo le nebbie primordiali, portò le prime piogge, che fecero spuntare dal suolo erba, foreste e grano.

Il sole, la luna e gli shu'halo

Con l'aiuto degli elementi amici, la Madre Terra diede alla luce due gemelli: An'she, il sole, e Mu'sha, la luna. Per riposare tenendoli al sicuro, pose i gemelli radiosi nei suoi occhi, creando il giorno, la notte e il ciclo delle stagioni mentre apriva e chiudeva ciascuna palpebra. In seguito premette il cuore contro la terra fertile, infondendo nella terra il canto della vita per creare gli shu'halo, i primi tauren. Affidò ai gemelli e agli elementi il compito di insegnare ai giovani mortali a cacciare, costruire, danzare e vivere in armonia con la natura selvaggia.

Occhi nei cieli

Con il tempo la Madre Terra pose in cielo An'she e Mu'sha: da lì il sole e la luna vegliano sulla terra di giorno e di notte. I tauren dicono che il suo spirito dimori oggi nei fiumi, negli alberi, nelle pianure e nelle montagne del mondo, e che ogni spirito minore della natura nasca da lei e a lei ritorni alla fine.

Un'eredità vivente

I tauren credono che il suo spirito culli ancora Azeroth. Il suo orecchio è in ascolto dei venti, sente le preghiere dei suoi figli, e il suo cuore batte nella pietra profonda. Cacciatori, sciamani e druidi tauren le rivolgono il loro ringraziamento per ogni preda e ogni raccolto, credendo che ogni vita nasca dal suo abbraccio e che lo spirito di ogni tauren ritorni al suo suolo dopo la morte.

Fonti

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